Personale docente
Caterina Suitner
E-mail: caterina.suitner@unipd.it
Insegnamenti
PERSUASIONE E INFLUENZA SOCIALE, AA 2025 (PSP3050672)
PSICOLOGIA DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI (Ult. numero di matricola pari), AA 2025 (PSN1030577)
PERSUASIONE E INFLUENZA SOCIALE, AA 2024 (PSP3050672)
PSICOLOGIA DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI (Ult. numero di matricola pari), AA 2024 (PSN1030577)
Pubblicazioni
https://scholar.google.com/citations?user=Ir30EmEAAAAJ&hl=it
Tesi proposte
1) Linguaggio e violenza di genere
In una società che presenta livelli allarmanti di violenza contro le donne,
il linguaggio può essere un mezzo di legittimazione della violenza (ad
esempio, colpevolizzazione della vittima), ma anche uno strumento per
tutelare le vittime e promuovere relazioni intergruppo positive. Questa linea
di ricerca indaga l'influenza del linguaggio sulla
(de)legittimizzazione della violenza di genere, focalizzandosi in particolare
su: a) narrazioni del mito dello stupro (a livello semantico); b) elementi
sintattici sottili che possono influenzare il pensiero (es. l'uso della forma
verbale passiva).
Questa linea di ricerca è realizzata in collaborazione con la dott.ssa
Carmen Cervone e la prof.ssa Maria Laura Bettinsoli.
La letteratura di partenza per informarsi sull'argomento è disponibile a
questo link:
https://docs.google.com/document/d/1UQaUe7vffCZFHS32uhA-MJPOlFXaJaFKTCcH3qIp41w
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2) La violenza nelle relazioni intime rappresenta un problema sottostimato e
sottoriconosciuto, soprattutto quando si parla di coppie non eterosessuali,
anche a causa della scarsa copertura mediatica. Questa linea di ricerca
indaga i processi psicologici che influenzano il riconoscimento e la
valutazione dell’IPV nelle coppie same-gender, focalizzandosi in
particolare su: a) il ruolo degli stereotipi di genere e delle
rappresentazioni sociali della violenza nella percezione della gravità
dell'IPV, b) i processi di attribuzione di responsabilità e moralità e le
successive intenzioni di aiuto verso le vittime, c) il ruolo del minority
stress e di altri fattori specifici delle minoranze sessuali nella
comprensione dell'IPV.
Questa linea di ricerca è realizzata in collaborazione con le dott.sse
Chiara Ferracuti e Carmen Cervone.
La letteratura di partenza per informarsi sull'argomento è disponibile a
questo link:
https://docs.google.com/document/d/1rxobXzxzZqkuCH4M8wckujEO4sXgriaL/edit?usp=drivesdk&ouid=112835165130800008113&rtpof=true&sd=true
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3) Ripensare chi prende le decisioni può rendere i luoghi di lavoro più
inclusivi?
Perché in tanti contesti lavorativi le donne continuano a subire
discriminazioni? Una delle risposte ha a che fare con il potere: chi decide,
e come. Nella maggior parte delle organizzazioni le decisioni importanti
partono dall'alto e scendono lungo una gerarchia. Questa concentrazione di
potere tende a rafforzare un ambiente caratterizzato da norme "maschili"
(competizione, dominanza, dimostrazione continua di forza) che a sua volta
alimenta le aspettative di trattamento ingiusto verso le donne.
Questa nuova linea di ricerca parte da un'idea semplice ma poco esplorata: e
se, invece di chiedere alle donne di adattarsi al sistema, cambiassimo il
sistema stesso? In particolare, vogliamo capire se distribuire il potere
decisionale, cioè dare a più persone voce nelle scelte, anziché
concentrarlo ai vertici, possa ridurre la discriminazione di genere percepita
sul lavoro.
Attraverso uno studio sperimentale, confronteremo due tipi di organizzazione:
una con un processo decisionale gerarchico (le decisioni vengono dall'alto) e
una con un processo decentralizzato (il potere è condiviso). Esploreremo
quindi se gli ambienti in cui il potere è più diffuso vengano percepiti
come meno dominati da norme maschili, e se questo riduca l'aspettativa di
subire discriminazioni per le donne.
Il punto centrale è uno spostamento di prospettiva: dal "cambiare le donne"
(Fix the women) al "cambiare il sistema" (Fix the system). Anziché trattare
la disuguaglianza come un problema individuale da correggere nelle persone,
la affrontiamo come una conseguenza di come è strutturato il potere. In
questo modo, la condivisione del potere potrebbe diventare una leva per
promuovere diversità e inclusione sul lavoro.
Questa linea di ricerca è realizzata in collaborazione con la dott.ssa
Silvia Filippi
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4) Language and agency
Agency is a core dimension of social cognition, featuring stereotype content
and intergroup biases. Language can capture such dimensions in blatant (be
strong!) or subtle ways. This line of research addresses the subtle
expression of agency through language, for example by means of verbs, word
ordering, active or passive forms. Such cues of agency are investigated
through a socio-cognitive lens, showing the role of language in creating
maintaining and shaping social order. This research grounds firmly in the
activities of the Social Grammar Lab, where you can find further literature
and information: https://gsr-lab.com/

